Libertà, violenza e trasgressione. Due chiacchiere con Sade e Masoch
sabato 6 febbraio
I pensatori e i letterati più coraggiosi (o folli) degli ultimi secoli hanno cercato di guardare negli occhi il lato più scabroso della libertà umana, ovvero la sua intrinseca violenza, crudeltà e cattiveria. Cercheremo un modo plastico, creativo e respirabile di abitarla, provando a riarticolare il rapporto tra violenza (verso se stessi e verso gli altri), trasgressione e libertà a partire dalle opere di Sade e Masoch e dalla lettura che ne dà Deleuze ne Il freddo e il crudele. Infine, con Foucault e Bataille, rifletteremo su come le esperienze auto-trasformative mettano, per loro struttura, inevitabilmente in relazione un processo di liberazione con una qualche forma di violenza da esercitare su se stessi e sugli altri.
Andrea Muni
Ricercatore indipendente e docente. Componente dello staff della Scuola di Filosofia di Trieste, redattore della rivista “aut aut” e coordinatore del progetto culturale “Charta Sporca”.
A scuola di disciplina. Come liberare i corpi dall’anima?
sabato 6 febbraio
Il rapporto tra ideologia e violenza simbolica (Bourdieu) passa per la questione del corpo. L‘odierno problema dei corpi presi nella disciplina scolastica, e più in generale in tutte le istituzioni ideologico-disciplinari della nostra società, verrà analizzato attraverso la lente di autori e autrici che hanno protagonizzato la stagione delle lotte degli anni Settanta. Le feconde pratiche di liberazione degli anni Settanta verranno considerate nella loro possibile ripresa e rilancio nell’attualità, con particolare attenzione a quello che accade oggi nella scuola, nella vita delle donne, delle persone devianti e delle nuove generazioni.
Sergia Adamo
Insegna Letterature comparate e Teoria della letteratura all’Università di Trieste, dove coordina il Centro di ricerca per gli studi di genere. Redattrice di “aut aut”. Fa parte del comitato scientifico di vicino/lontano.
Diletta Coppi
Psicologa. Redattrice della rivista “Charta Sporca”, componente del direttivo dell’omonima associazione e del collettivo Into the Game. Organizza eventi e scrive articoli sui temi della violenza e della diseguaglianza sociale.
La violenza delle immagini: una libertà “complice”?
domenica 7 febbraio
A partire da La violenza contro le immagini di Jean Baudrillard rifletteremo su come i mezzi di comunicazione abbiano assunto il monopolio creativo della violenza ideologica. La viralità dell’informazione è correlata a un’illusoria “libertà” fomentata dall’eccessiva democratizzazione dell’accesso al sapere e alla tecnica, che ha portato l’everyman digitale a divenire il nuovo modello sociale universale. Quando parliamo di biopolitica dovremmo infatti sempre ricordare le tecnologie biomediatiche attraverso le quali la “vita quotidiana” è messa in discorso. Per osservare nel concreto questo fenomeno ci confrontaremo con Cloning Terror. La guerra delle immagini dall’11 settembre, opera in cui le immagini dell’archivio dell’orrore di Abu Ghraib sono ricondotte alla comune realtà delle immagini che ciascuno di noi consuma e riproduce. L’inferno democratico delle immagini, giorno dopo giorno, converte la banalità del male in una nuova mostruosità del banale.
Pierangelo Di Vittorio
Alessandro Sbordoni