L’intelligenza artificiale, gli algoritmi e le infrastrutture digitali stanno riconfigurando il mondo e il nostro rapporto con esso: dal lavoro alla politica, dalla salute alla gestione del disagio soggettivo. Lo fanno promettendo una liberazione dalla fatica, dalla sofferenza, persino dai limiti. Ma questa promessa si accompagna a nuove forme di sorveglianza, profilazione e predizione, che non si limitano a condizionare i nostri comportamenti, ma intervengono sul modo stesso in cui pensiamo, percepiamo la realtà e ci costruiamo come soggetti. L’IA, in tal senso, non è soltanto uno strumento nelle nostre mani, ma una vera e propria tecnologia esistenziale. Possiamo davvero governarla? E quale libertà si afferma quando lo sviluppo di queste infrastrutture è concentrato nelle mani di pochi grandi attori economici, liberi di espandere il proprio potere e sottrarsi al controllo collettivo? Tra emancipazione e nuove forme di controllo, il problema non è solo che cosa l’IA possa fare per noi, ma che cosa stia facendo di noi.

Mauro Bertani

Federico Chicchi

Fabio Chiusi

Edoardo Greblo

Marco Pacini

Stefano Tieri