L’obbligo della verità

coordinato da Mario Colucci

L’obbligo della verità è l’obbligo di legare se stessi allo statuto di oggetto di sapere. Da qui le riflessioni intorno alla padronanza, all’essere padroni di se stessi, all’essere padroni a casa propria, alla centralità della coscienza, all’egolatria, a tutto ciò che la psicoanalisi tenta da più di un secolo di rovesciare. Nel cantiere ci si riferisce anche alla riflessione critica su scienza e ideologia praticata da Franco Basaglia. Insieme a Colucci intervengono Francesco Stoppa, Ilaria Papandrea e Andrea Muni.

Il cantiere parte dalla riflessione di Michel Foucault contenuta nel seminario al Collège de France Del governo dei viventi, (cfr. in particolare la lezione del 6 febbraio 1980, pp. 100-108), a proposito del “tu devi”, del “tu sei costretto”, del “tu sei obbligato” implicito a un regime di verità, quella sorta di auto-indicizzazione della verità che implica un impegno, una professione di obbedienza e che consiste nel dire: “è vero, dunque m’inchino; è vero dunque sono legato”. In altri termini, un’accettazione dell’obbligo che la manifestazione della verità detta: in quanto verità evidenziata tu sei costretto ad accettarmi, sei costretto ad accettare il mio regime. Il soggetto deve piegarsi a questa regola: “quando qualcosa sarà vero, e vero con ogni evidenza, mi inchinerò”. Ovviamente, è necessario che ci sia un soggetto che possa dire questo e, aggiunge Foucault, che questo soggetto non sia folle, come già nelle Meditazioni di Cartesio.

Questo piegarsi alla verità, non fa parte della logica della verità, ma di un regime della verità, storicamente determinato e accreditato in un contesto sociale. La scienza è un regime specifico di verità, dice Foucault, “in cui il potere della verità è organizzato in modo che la costrizione sia assicurata dal vero stesso, […] per il fatto e nella misura in cui è vero”. Si tratta di un regime che progressivamente smorza i desideri, i sogni, le illusioni degli uomini e li piega alla forza della sua evidenza a cui bisogna inchinarsi. Ma questo regime di verità è uno fra i vari regimi possibili di verità, i quali possono essere più o meno lontani da quello della scienza e possono mettersi in contrapposizione con esso. Il punto è che la scienza taccia di ideologia tutto ciò che non ha l’evidenza del vero a cui inchinarsi, ossia tutti quei regimi di verità che devono armarsi “di un potere supplementare ed esterno per guadagnare forza, valore ed effetto di verità”.

Su questo punto è interessante agganciare la riflessione di Franco Basaglia intorno al rapporto tra scienza e ideologia, nel momento in cui all’opposto è la scienza a essere ideologica, nel suo impeto di razionalizzazione totale della realtà e di espulsione della follia, e quando diventa necessario che lo psichiatra si impegni «in modo che la realtà conservi la sua contraddizione come contraddizione naturale (la contemporanea presenza nella vita di salute e malattia), senza che la malattia diventi un valore negativo assoluto, strumentalizzabile in ogni senso, contrapposto all’unico valore assoluto positivo, rappresentato dalla salute». Soltanto così la realtà non diventa un’ideologia, qualcosa cioè «che non corrisponde al concreto o, come direbbe Marx, al praticamente vero», ma, proprio in quanto contraddittoria, contenga degli elementi e lasci aperti degli spazi per il suo superamento e per la sua trasformazione. In questa realtà liberata dall’ideologia potrà finalmente esistere una “vera” utopia.

In che cosa consiste l’obbligo alla verità? Per l’uomo occidentale è legato all’obbligo di manifestare secondo verità ciò che lui stesso è; in altri termini, all’obbligo di legare se stessi allo statuto di oggetto di sapere. Conosci te stesso. Da qui le riflessioni intorno alla padronanza, all’essere padroni di se stessi, all’essere padroni a casa propria (con chiari riferimenti all’attualità e ai proclami della politica sovranista), alla centralità della coscienza, all’egolatria: tutto ciò che la psicoanalisi tenta da più di un secolo di rovesciare.

Bibliografia:

  • M. Foucault, Del governo dei viventi, Corso al Collège de France (1979-1980), Feltrinelli
  • F. Basaglia, Scritti, Einaudi; ried. il Saggiatore
  • S. Freud, Introduzione alla psicoanalisi (nuova serie di lezioni), OSF, vol. 11
  • J. Lacan, Il Seminario, libro II. L’io nella teoria di Freud e nella tecnica della psicoanalisi, Einaudi
  • T. Nichols, La conoscenza e i suoi nemici, Luiss University Press

Mario Colucci
Mario Colucci

Psichiatra presso il Dipartimento di Salute Mentale di Trieste, è docente presso la Scuola di Specializzazione in Neuropsicologia dell’Università di Trieste e presso l’Istituto per la Clinica dei Legami Sociali di Venezia. Psicoanalista, membro del Forum Lacaniano in Italia e dell’École de Psychanalyse des Forums du Champ Lacanien, è socio fondatore e docente della Scuola di Filosofia di Trieste ed è redattore della rivista “aut aut”. Con Pierangelo Di Vittorio ha pubblicato il libro Franco Basaglia, uscito anche in traduzione francese e spagnola.

Francesco Stoppa
Francesco Stoppa

Ha lavorato a lungo al Dipartimento di salute mentale di Pordenone. È analista membro del Forum lacaniano in Italia e docente dell’istituto ICLeS per la formazione degli psicoterapeuti. Tra le sue pubblicazioni: La restituzione. Perché si è rotto il patto tra le generazioni (Feltrinelli, 2011), Istituire la vita. Come riconsegnare le istituzioni alla comunità (Vita e Pensiero, 2014), La costola perduta. Le risorse del femminile e la costruzione dell’umano (Vita e Pensiero, 2017). Ha pubblicato articoli su riviste di psicoanalisi, psichiatria e filosofia. È redattore della rivista “L’Ippogrifo”.

Ilaria Papandrea
Ilaria Papandrea

Si è laureata con Pier Aldo Rovatti, discutendo una tesi sul problema del tempo in Freud e Lacan.
Laureata in Psicologia criminale e investigativa presso l’Università di Torino (con una tesi su Franco Basaglia), si è specializzata come psicoterapeuta presso l’Istituto psicoanalitico di orientamento lacaniano (IPOL – Torino).
È referente clinico-psicoterapeuta presso Le Comunità Psichiatriche “Il Montello” (Serravalle Scrivia, AL), socia e attuale Presidente del Centro Psicoanalitico di Trattamento dei malesseri contemporanei onlus di Torino, socia e collaboratrice alla docenza di IPOL e partecipante alle attività della SLP.
È redattrice della rivista “aut aut” e membro del Comitato di edizione e diffusione della rivista “Attualità lacaniana”.

Andrea Muni
Andrea Muni

Dottore di ricerca in filosofia contemporanea. Collabora con “aut aut” ed è caporedattore della rivista online “Charta sporca”.
I suoi principali campi di interesse sono la psicoanalisi, il marxismo e la storia delle scienze.